Saggio sulla Magia di Marcus Feuer

Introduzione

Come possiamo definire la magia? Alcuni la definiscono come l’Arte di manipolare la realtà. Altri come la capacità di imporre la propria volontà su Elemiri. Altri ancora come l’essere in grado di evocare potere per compiere atti al di fuori della sfera mortale.

Non è facile dare una definizione univoca di magia, anche perché ne esistono di diverse tipologie. Quel che è certo è che la capacità di un essere mortale di usare qualsiasi tipo di magia migliori e si amplifichi con l’aumento della sua comprensione della Realtà. O meglio, all’aumento della sua comprensione dello spicchio di Realtà relativo al tipo di magia che cerca di usare.

Con questo breve saggio cercherò di spiegarmi meglio, andando a ampliare – seppur di poco – la vostra conoscenza di tre tipi di magia: Arcana, Divina e Bardica. Non mi spingerò a parlare della magia di Guarigione (o dell’Anima) o di altri tipi di magia presenti in Elemiri (ad esempio quella del Sangue o quella degli Spiriti), non essendo io un profondo conoscitore delle stesse.

Partiamo innanzitutto con una breve digressione necessaria per introdurvi l’argomento: Elemiri.
Il nostro mondo si chiama Elemiri, ed è composto da un piano Materiale (probabilmente sferico, forse piatto), da 6 piani elementali che lo circondano, formando una sfera con 6 distinti spicchi, e da 9 piani divini o Paradisi, che circondano i piani elementali e formano una sfera ancora più grande.

Tra i piani elementali e i Paradisi è presente il Velo delle Anime, una barriera che tiene separato il “Mondo divino” dal “Mondo Mortale”.
Una seconda barriera, che circonda i Paradisi, è chiamata Lago di Stelle. Essa protegge la nostra Realtà e impedisce l’ingresso a entità maligne.

Tutto questo è la rappresentazione fisica di quella che viene chiamata Onda Primordiale, un susseguirsi infinito di Rune Celestiali che, intrecciandosi tra di loro, definiscono il piano materiale, i piani elementali e quelli divini. Questa fu creata dal Canto emesso dal Padre di questa Realtà, Sabul. Tale Canto è definito Canto Primievo.

Per una più approfondita spiegazione in merito a ciò, vi rimando alla lettura del testo “Mandala della Realtà”. Per ora vi basti sapere che tutta la Realtà si basa sull’Onda e, conseguentemente, ciò è vero per tutta la Magia, che è un sottoinsieme della Realtà.

Magia Arcana

Parliamo ora della Magia Arcana o Magia Elementale.
Come dice la parola stessa, essa è appannaggio degli studiosi di materia arcana: i maghi. Tramite essa, manipolano gli elementi che compongono la Realtà per creare effetti che modificano la realtà stessa.

Ma come funziona esattamente questa magia? Come ho detto nell’introduzione, tutta la magia si rifà all’Onda. I Mortali, per convenzione, l’hanno rappresentata come un’onda sinusoidale che arriva dall’infinito, si infrange contro il Lago di Stelle e torna verso l’infinito con movimento inverso, intrecciandosi con sé stessa.

Quest’Onda è composta, come detto, da una distesa infinita di Rune Celestiali che sono, per come è strutturata la gerarchia di potere, inutilizzabili dai semplici mortali. Essi, quindi, non possono interagire direttamente con l’Onda e, conseguentemente, non possono manipolare direttamente la Realtà stessa.

Tramite lo studio, però, un arcanista è in grado di manipolare le variazioni di possibilità che si dipanano dall’Onda stessa.

Mi spiego meglio.

Come ho detto, l’Onda rappresenta la Realtà, cioè il Qui e l’Adesso. Essa, quindi, definisce la possibilità che la Realtà sia, in ogni istante, esattamente com’è. Esistono però innumerevoli possibilità che si discostano più o meno dalla possibilità primaria definita dall’Onda.

Queste possibilità (che possiamo definire secondarie) possono essere rappresentate come lievi variazioni dell’Onda che non influiscono sulla Realtà in maniera massiccia ma con piccoli, infinitesimali frammenti.

Un mago, quindi, è in grado di manipolare le possibilità secondarie relative all’elemento a cui è più affine. Tramite questo legame può sfruttare l’elemento e far sì che Qui e Adesso avvenga un effetto o compaia una manifestazione dell’elemento stesso anche se, secondo la possibilità primaria, esso non avrebbe dovuto esserci.

Per fare un esempio pratico: un piromante sfrutta l’elemento Fuoco per manifestare una fiamma laddove non c’è. Un Aeromante sfrutta l’elemento Aria per creare una folata di vento dove questa non dovrebbe esserci. Un Nictomante sfrutta l’elemento Buio per creare oscurità dove invece ci dovrebbe essere luce.

Un arcanista, quindi, può creare piccole manifestazioni legate al proprio elemento che materializzano le possibilità secondarie e manipolano la Realtà, facendo sì che una possibilità secondaria si sovrapponga a quella principale.

Maggiore è la conoscenza della Realtà, più profondo è il legame tra il mago e l’elemento, più grande è la possibilità secondaria che il mago può manifestare. Un piromante che padroneggia il primo cerchio crea una fiamma. Uno che padroneggia il quinto, crea un incendio.

Magia Divina

A differenza di un arcanista, un sacerdote non basa la propria magia sullo studio, ma sulla fede.
Se i maghi hanno come scopo nella vita lo studio dell’arte arcana e il dipanare dei misteri ad essa legati, un sacerdote dona la sua vita all’adorazione di uno dei Nove.

Un sacerdote, quindi, dona tutto sé stesso a una divinità. Innalza ad essa preghiere e lodi e ne riceve, in cambio, miracoli divini. Tutto questo viene definito “Magia Divina”.

A differenza di un arcanista, quindi, un usufruitore di magia divina non usa la sua volontà per creare manipolazioni della Realtà tramite l’Onda. Il percorso del potere di un sacerdote è nettamente diverso.

Tramite la preghiera, egli innalza una richiesta alla propria divinità, che agirà direttamente sull’Onda per manifestare la propria volontà sulla Realtà.

Il sacerdote, quindi, si avvale dell’intercessione di una potenza superiore che agisce direttamente sull’Onda, palesando una possibilità legata al dominio della divinità stessa. Come gli elementi, infatti, anche le divinità hanno accesso alla comprensione di una parte limitata della realtà.

Come per il mago, però, è la comprensione del sacerdote nel campo del divino a determinare quanta Realtà possa richiedere alla sua divinità, tramite le preghiere, di manipolare. Maggiore impegno e maggiore comprensione ha, più grande sarà l’effetto risultante.

Magia Bardica

Infine, parliamo della magia Bardica.

A differenza della magia Arcana e della magia Divina, essa non si basa su una manipolazione indiretta dell’Onda, e il risultato non è la manifestazione della volontà dell’incantatore nella Realtà.

La magia Bardica è la magia della voce. Il bardo è un cantore che basa la sua magia sul Canto Primievo. Come abbiamo detto nel prologo, il Canto Primievo è la rappresentazione vocale delle Rune che compongono l’Onda. Di fatto, quindi, rappresenta la Realtà nel suo formato più puro e profondo.

Un bardo, tramite la propria voce, cerca di accodare il proprio canto a quello Primievo facendo riferimento all’Eco dello stesso presente nell’Onda. Così facendo, può far risuonare i due e produrre effetti direttamente nella Realtà.

Permane comunque una similitudine con gli altri due tipi di magia. Più la conoscenza del Bardo aumenta, più aumenta la sua bravura nel produrre note vicine a quelle dell’Eco del Primo Canto. Questo permette ai bardi più esperti di manipolare la Realtà in modo più profondo.

Marcus Feuer,

Arcimago Piromante dell’Accademia delle Arti Arcane

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