De rerum ritualis

Frammenti del “De rerum ritualis

[…] nei rituali la struttura è fondamentale, ogni rituale dovrebbe contenere, affinché funzioni, determinati elementi.

Un rituale è sempre composto da tre elementi, che sono:

L’Officiante:

È colui che compie il rito in se, la cui volontà decide l’esito del rituale; deve garantire la sicurezza di coloro che prendono parte al rito. Avere chiaro lo scopo del rito e la sua esecuzione permette di evitare problemi quando si va a compiere il rito; sempre chiaro e univoca deve essere la volontà, soprattutto nel caso siano presenti più officianti.

Nel caso sia presente un solo officiante la sua sicurezza è di primaria importanza visto che, se fosse abbattuto, il rito avrà termine immediatamente; determinando, quindi, un fallimento dello stesso.

Il Circolo:

È il secondo elemento fisico di un rituale assieme all’officiante […]

[…] un accurato controllo sul circolo garantirà la sicurezza del rituale, dato che le variabili all’interno della struttura di un circolo sono molteplici quali affinità, allineamento e profondità. Solo conoscendo ognuna di esse si avrà sicurezza delle conseguenze del rituale.

-Il Rito:

È strutturato in diversi passaggi, fondamentali per la riuscita del rituale.

Li descriveremo passo, passo:

Invocazione

l’insieme di parole e gesti usati prima della Chiusura del circolo o per mettersi in contatto con entità a cui ci si vuole rivolgere o a cui il rito è legato, o per indirizzare la volontà dei presenti verso lo scopo ultimo del rituale. Volendo, l’Invocazione può essere messa dopo la Chiusura, ma lo si sconsiglia, in quanto occupa tempo che andrebbe dedicato alle parti successive.

Chiusura

segna l’inizio del rituale il momento in cui l ‘energia inizia a fluire e si incomincia a calcolare il tempo del rituale. Nei rituali più complessi è anche il momento in cui si iniziano a manifestare minacce al rituale, in cui va innalzato il sigillo. Per dichiarare la chiusura un ritualista normalmente invoca l’arte di potere che controlla e la fa seguire dalla formula “dichiaro chiuso il circolo rituale” scandire bene queste parole aiuta anche ad avvertire tutti i presenti dell’inizio, mettendo così in guardia la difesa ed eventuali coocelebranti.

Corpo

la parte centrale del rituale in cui si esprime la volontà del ritualista, dando forma all ‘energia coinvolta nel rito; il Corpo viene diviso in tre parti:

Determinazione

la serie di gesti, parole, simboli con cui il ritualista chiarifica lo scopo ultimo del rito, focalizzando la sua volontà verso questo scopo; più palese e chiaro sarà questo scopo nella mente del ritualista, maggiori saranno le probabilità di riuscita. Normalmente lo scopo viene reso palese con le parole e i gesti, ma ciò non è necessario, tuttavia, meno chiaramente lo scopo viene enunciato più sono in rischi per il rituale; il palesarlo, però, rende noto a tutti i presenti lo scopo del ritualista.

Supplica

il momento in cui ci si rivolge a entità legate al rito, non necessariamente invocandole, ma anche con scongiuri. È la parte centrale e più importante in cui si infonde l’energia, si iniziano a consumare i reagenti; è anche la parte di maggior pericolo per il rito, in cui entità ostili o minacce si fanno più pressanti. La sua durata è variabile a seconda dell’entità del rituale e dell’entità a cui si rivolge la supplica: da pochi secondi per un teletrasporto fino a decine di minuti per riti più complessi. Nei rituali d’evocazione e di contatto, questo è il momento in cui l’entità si palesa.

Non necessariamente va eseguita dopo la Determinazione.

Mantra

Si usa nei rituali molto lunghi per mantenere la concentrazione dei cooritualisti; tendenzialmente ripetitivo, durante il quale si va a riaffermare lo scopo e i mezzi con cui si compie il rituale. Non è fondamentale per la riuscita del rituale.

Parti accessorie

Armonizzazione

Particolarmente importante in rituali di grande potere, o che vanno a influenzare l ‘onda; in questa fase il ritualista si accorda all ‘onda e alle sue oscillazioni.

Accordo

parte in cui il ritualista e i coocelebranti si legano alle energie del rituale, o legano il circolo a tali energie. Può essere fatto prima di un rituale, ma nei rituali di grande complessità in cui si manipolano molte forme di energia, può essere necessario farlo durante. Nei rituali legati a più di un entità è comune cambiare l ‘affinità del circolo durante il rito, così come quella del celebrante; si consiglia di usare metodi temporanei.

Apertura

L ‘ultima parte del rituale, in cui si conclude, tassativamente l ‘ultimo elemento. Qui le energie coinvolte vanno a esprimersi, per alcuni rituali, gli effetti iniziano a manifestarsi dall ‘apertura. Esiste un eccezione a questa regola, unica, per i rituali di teletrasporto: l ‘apertura non viene eseguita, perché coincide con il teletrasporto stesso.

Spesso la struttura dei rituali viene adattata dal celebrante affinché sia più aderente ai suoi scopi. Tuttavia, questa pratica è rischiosa, in quanto senza un adeguata preparazione e conoscenza, può portare a esiti disastrosi […]

Ogni ritualista dovrebbe familiarizzare con le basi prima di tentare rituali complessi o modificare questa struttura [… ]

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