Elempos – 1117

Al’Tunlib
La Resistenza di Al’Tunlib, forte dell’appoggio della Regina Tiwul, è stata la prima ad approfittare delle difficoltà imperiali e a riguadagnarsi anche formalmente l’indipendenza e tornando a chiamarsi “Regno di Al’Tunlib”
A questa guerra si devono le prime, sonore sconfitte militari dei soldati imperiali, che adesso non sono più protetti dall’immortalità garantita da Alastor. Questo regno è diventato rifugio per molti indipendentisti da ogni parte dell’impero e corre voce che stia fomentando le ribellioni anche nelle altre province.
Dopo la divisione dell’Egemonia nei tre regni, nella seconda metà del 1116, il regno di Tiwul ha cercato primariamente di riprendersi dal dominio egemone e di ricreare i rapporti diplomatici e commerciali con i regni vicini e gli antichi partner commerciali. (come il Principato della Fenice o il Ron-Tarlostari)
Il regno, inoltre, ha ufficialmente dichiarato la sua disponibilità ad aiutare i pochi abitanti rimasti del regno del Kemeth; voci, però, suggeriscono che questo sia solo un modo per estendere il proprio dominio anche sulle sabbia ricche di tesori del sacro regno ormai in rovina.
Regno delle Sabbie Occidentali
Uno dei pochi regni del continente di Arborea ad essere rimasto indipendente dall’Egemonia. Il Regno delle Sabbie Occidentali è stato poco toccato dai recenti conflitti elempossiani e, grazie all’alleanza di Feroggia, è rimasto pressoché intatto anche dalla furia del Sine Nomine fino al giorno dell’apocalisse.
Dall’inizio dell’anno 1116, il regno si è prodigato a riallacciare i contatti commerciali che aveva con il Principato della Fenice il Ron-Tarlostari e la Ferenzia. Inoltre ha aiutato la resistenza di Al’Tunlib a liberarsi dalla presa Egemone e, grazie a questo, ha instaurato un rapporto di alleanza con il rinato regno.
Mantiene, infine, un rapporto di amicizia con il Regno del Tridente grazie agli scambi commerciali con le colonie elaviane rimaste (che fanno parte, per l’appunto, del regno del Tridente).
Regno del Kemeth
Uno dei regni che ha subito maggiormente il peso degli ultimi mesi prima dell’apocalisse. La maggior parte dei suoi abitanti è ascesa ai paradisi di Alenore lasciando su Elempos solo pochi individui che difficilmente riusciranno a difendere il territorio dalle mire espansionistiche dei regni vicini.
Il regno di Al’Tunlib ha teso una mano al governo recentemente instaurato ma in molti credono che sia una mossa politica per annettere il Kemeth in maniera pacifica.
Viceversa, i Principati della Fenice hanno già approfittato della debolezza dei loro vicini occupando il territori ad est del lembo di terra che divide Arborea dal continente orientale chiamata Penisola di Mafkat.
Principati della Fenice
I Principati della Fenice sono attualmente il regno che più ha beneficiato dei problemi elempossiani nel 1116. Il confine settentrionale, da mesi sotto la pressione dell’esercito egemone, è ora tranquillo.
L’alleanza con la Satrapia permette a questa nazione, da sempre prima nei commerci nel mare Interno, di poter esportare le migliori merci esotiche nei regni occidentali.
Infine la condizione in cui versa il regno del Kemeth ha permesso ai principati di espandersi velocemente per tutta la penisola di Mafkat e di assicurarsi un accesso alle acque meridionali.
Satrapia dei Ra’haab
La Satrapia è tornata alla sua vita precedente l’apocalisse. Con il passaggio del pericolo della distruzione completa e con l’indebolimento dell’Egemonia, questi territori sono tornati velocemente alle abitudini e alle tradizioni precedenti gli ultimi turbolenti anni.
Mantengono un’alleanza soprattutto commerciale con i Principati della Fenice e si sa per certo, che intrattengono rapporti diplomatici e commerciali con entità nazionali poste ancora più ad est che permangono, per ora, sconosciute.
Erynn
L’isola di Erynn è tornata a esistere ma i suoi abitanti sono scomparsi con la caduta della Torre d’Oro lasciando dietro di loro tutti gli antichi reperti e rovine che erano stati dissolti dall’arrivo del Sine Nomine.
Questi tesori sono ora sotto lo sguardo attento degli abitanti di Nuova Erynn, trasferitisi sull’isola dopo aver abbandonato la città edificata nell’estremo oriente di Elempos conosciuto.
Ora, questo popolo di studiosi, sta cercando di fondare una nazione basata sulla cultura e sulla sapienza e gli studi su questi antichi reperti sono già iniziati.
Caledonia
La Caledonia è tornata alle sue tradizioni precedenti all’apocalisse. Rapidamente, il ricordo del pericolo incombente sta svanendo nella mente di questo popolo estremamente pratico che già ravvisa nella vicina Albione un possibile fulcro di nuovi futuri problemi.
Quello che però i caledoni non dimenticano, è l’alleanza stipulata con il Regno d’Elavia che si proietta con chi, tra i nuovi regni, si dimostrerà amico della Caledonia.
Cymria
Come per la Caledonia, questa terra è tornata velocemente alle sue tradizioni e abitudini e mantiene un contatto diretto con i regni elaviani.
Come per la caledonia vede con sospetto la vicina e selvaggia Albione ma a differenza loro sa che può facilmente difendersi grazie agli antichi e potenti spiriti che sono legati al territorio cymriano.
Albione
Dopo la conclusione della guerra con il Sine Nomine, questa terra devastata dai rituali atti a tentare di salvare Elempos sta cercando di riprendersi.
Il territorio manca di coesione e di un vero potere centrale, piccoli villaggi e città malfamate sono sorte sulle rovine di quelle vecchie. Molti di essi sono diventati di fatto luoghi di raduno o basi per i traffici illeciti di tutto il resto di Elempos, soprattutto quelli per mare, e la nefasta fama dei pirati di Albione si sta già allargando sulle acque di tutti i Regni: in particolare, si sta facendo un (famigerato) nome un certo Iena, che si vocifera sia elaviano.
Il vecchio re elfico Ráion Earingwe ha avanzato pretese formali sul regno, sostenuto in questo dagli elfi areldariani, ma di fatto non ha le forze per attuare questa riconquista.
Nel sottosuolo i superstiti delle casate degli elfi scuri che sono state devastate dal rituale atto a legare Namaris ad Albione si stanno facendo feroce guerra nel tentativo di accaparrarsi più potere possibile. Si vocifera che l’unico casato che è sopravvissuto al rituale rifugiandosi in Elavia sia tornato e intenda unire tutti gli esuli sotto la propria bandiera.
Silverigia-Boreland-Kingvar-Dorg’von
Dopo essersi distaccata da quello che rimaneva della sua vecchia alleata, la Silverigia è diventata velocemente un punto di riferimento per i regni dell’estremo nord quali il Kingvar e il Boreland.
Nel corso della seconda metà del 1116, questi tre regni hanno instaurato rapporti di amicizia e di commerci sempre più stretti tanto da essere considerati, dalle altre potenze di Elempos, come un’unica potente alleanza.
Questo ha infastidito il bellicoso popolo pelleverde del Dominio di Dorg’von che vede questa alleanza come un pericolo per i propri territori. Si prospetta che le tribù orchesche scendano in guerra presto contro i più pacifici popoli del Boreland.
Eronmark
Dopo secoli, i territori dell’Eronmark possono finalmente rinascere. Sin dalla sconfitta subita per mano del Giullare e la conseguente perdita dello Spirito che le rappresentava, queste terre sono rimaste brulle e morenti.
Anche l’allontanamento dell’Ex Mundis non aveva sortito alcun miglioramento in quanto, senza lo Spirito della terra, il territorio non poteva rinascere.
Fortunatamente per l’Eronmark, quando il Canto della Creazione è risuonato il giorno dell’Apocalisse sventata, il suo Spirito è tornato integro e la terra ha cominciato a guarire.
Ora, questa travagliata nazione, pensa solo a guarire e il suo popolo anela la possibilità di poter finalmente vivere in pace.
Natland
Questo regno, da sempre ai margini delle principali guerre elempossiane, sta ora cercando il suo posto nel nuovo assetto politico del continente.
Con la caduta dell’Impero Teutone, l’indebolimento dell’Egemonia e la situazione in Albione, il Natland sta espandendo le sue rotte commerciali ed è in prima linea nell’esplorazione dei territori ancora inesplorati e che potrebbero portare ricchezza e fama a chi per primo li troverà.
Areldar
Forti di una tradizione millenaria e di una cultura poco incline al cambiamento, le comunità elfiche di Areldar (Voraranic e Ron-Tarlostari) hanno ripristinato con relativa facilità la loro situazione.
Prosegue senza sosta la riconquista dei territori dell’entroterra della penisola a pari passo con la guarigione della terra dopo che il Trono di Theratos (in realtà un frammento degli Abissi di Zenon) ha perso il suo potere con l’allontanamento dell’Ex Mundis.
Attualmente l’unica minaccia presente per i due regni elfici è rappresentata dai “Figli del Progresso” che vorrebbero rivendicare il territorio attorno al Trono come loro terra santa e stabilirvisi. (cosa che, ovviamente, non è gradita agli elfi)
In molti considerano sicura una futura guerra tra gli elfi e l’antico popolo zenoniano.
Gravia
Vicino e stretto alleato del Regno di Elavia, il Regno di Gravia ha cercato per lunghi mesi di aiutare le varie fazioni elaviane a trovare un accordo per potersi riunificare nuovamente.
Quando però, anche il re consorte (Ex re del Regno di Elavia) ha dovuto arrendersi di fronte alla follia dilagante in Elavia, il regno di Gravia si è allotanato politicamente dai tre regni sorti nella penisola elaviana per cercare di non restare invischiato nelle guerre intestine che si prospetta dilanieranno Elavia.
Askram
Askram è uno dei regni che ha subito di meno il peso delle guerre e dei problemi che hanno dilagato per Elempos in questi ultimi anni. Ha mantenuto un legame di amicizia con i tre regni nati nella penisola elaviana ma si è discostata il più possibile dai problemi e dalle faide che stanno sorgendo.
Grazie all’indebolimento dell’Impero Teutone, i suoi confini occidentali sono molto più sicuri e questo permette all’esercito di mantenere in sicurezza anche i confini orientali da mesi flagellati dalle incursioni delle tribù dalmariane stanziate nella vicina Tarassia.
Volgand
Questa terra è quella che ha beneficiato maggiormente della guerra contro l’apocalisse e del nuovo assetto politico di Elempos.
Al sicuro, per il momento, dalla minaccia egemone, sembra che i Voivodi abbiano messo da parte, almeno per ora, le guerre familiari, per ricostruire la loro patria sotto la guida del re Ioan Horia.
Panon
Il Regno di Panon è letteralmente nel Caos. Alla perdita dei suoi Semaroth, con il conseguente indebolimento del suo Spirito, e alle frange di rivolta interne contro l’indottrinamento alla fede di Galtea si è aggiunta la rivolta degli schiavi che ha gettato nel caos tutta la rigida struttura a caste del regno.
Tale rivolta, oltre ad altri innumerevoli problemi, è stata causata principalmente dall’improvviso riavvio dell’Onda derivato dall’attivazione dei due Doni usati per fermare l’apocalisse.
Ad oggi Panon è una terra estremamente divisa: alcuni arcimaghi hanno ripreso le usanze precedenti al periodo “galteita” e, attraverso questo potere, sono riusciti a ripristinare una delle cittadelle e a sollevarla nuovamente nel cielo.
Per contro, gli arcimaghi fermamente convinti della propria fede stanno cercando di riorganizzarsi e di convivere con gli ex schiavi rimasti nel regno. Il resto degli schiavi è riuscito a fuggire oltre il confine.
Reami dell’Egemonia (Atalassiano, d’Antichia, di Peershan)
Dopo la caduta di Alastor, sul finire della guerra contro il Sine Nomine, l’Egemonia ha cominciato un lento ma inesorabile declino che si è acuito con la fine della guerra.
Durante i primi mesi del 1116, le resistenze di Al’Tunlib e del Volgand sono riuscite a ricacciare gli eserciti egemoni fuori dai loro territori e restaurando i regni precedenti alla conquista.
L’Egemonia stessa ha vissuto varie settimane di profonda crisi finché l’impero è stato suddiviso in tre parti dalle tre figure più di spicco dell’esercito.
Ad est si trova il Reame di Peershan, che comprende tutti i territori del Califato di Peershan, precedente alla conquista egemone. Durante gli ultimi mesi, questa nazione ha raggiunto finalmente un assestamento interno e guarda con rinnovato interesse i Principati della Fenice.
Poco più a nord si trova il Reame d’Antichia, che comprende la maggior parte dei territori dell’Emirato di Antichia e ingloba anche tutta la costa orientale e settentrionale del Mare dei Sogni. Il fiero popolo antichiano ha visto di buon occhio la separazione dai rivali del Peershan e dai territori atalassiani e si è adeguata velocemente a questo nuovo assetto.
Più a occidente si trova il terzo e ultimo dei tre reami, il Reame Atalassiano. Esso comprende tutti i territori della Repubblica Atalassiana e le coste orientali della penisola antichiana. La sua capitale è rimasta a Byzantis dove il nuovo Tiranno muove le fila del suo regno.
Attualmente il regno atalassiano si trova con i problemi maggiori: oltre ad aver perso tutti i territori del Volgand, si ritrova con una feroce rivolta interna guidata dalle città stato di Atlas. Giungono notizie che la città di Lhyris sia stata ricostruita e sia riuscita a isolarsi dal Reame grazie a un potente scudo attualmente invalicabile. Essa funge da rifugio e da testa di ponte per tutti i rivoltosi che si oppongono al dominio del nuovo Tiranno.
Ferenzia
Dopo la perdita della connessione con il dio Raleos, il regno di Ferenzia sta attraversando una fase di transizione. Formalmente la Chiesa mantiene ancora il potere sull’intero regno ma le casate nobiliari rumoreggiano per il malcontento.
Negli ultimi mesi del 1116 alcune di queste casate hanno apertamente disconosciuto il potere della Chiesa di Raleos e stanno cercando di convincere l’ex pretendente al trono a rivendicare quello che dovrebbe essere suo di diritto.
In tutto il regno la fede di Raleos permane quella principale. Sono ammessi senza condizioni i culti di Alenore ed Eladiel, sono completamente vietati quelli di Kenthar, Acron e Namaris; i culti di Galtea, Vornat e Ideran sono tollerati ma soltanto alcune delle loro pratiche sono concesse, ossia quelle considerate compatibili con i dogmi di Raleos.
Austeria
Durante la guerra contro il Sine Nomine, la caduta del dio Kenthar devastò i territori della Teutonia uccidendo centinaia di migliaia di persone e causando, di fatto, la formale caduta dell’Impero Teutone.
Appena l’apocalisse fu sventata, i nani che abitavano i monti della Corona d’Elavia decisero di scrollarsi di dosso le ultime vestigia dell’impero che negli ultimi secoli li aveva resi schiavi.
Dichiararono, quindi, l’indipendenza del loro territorio e rifondarono l’antico regno di Austeria scacciando i pochi esuli teutoni che avevano cercato riparo tra i monti dopo il disastro.
Ora l’Austeria è un regno chiuso a qualsiasi contatto esterno. I nani stanno cercando di ricreare l’antica struttura sociale che li caratterizzava tanto tempo fa e evitano che qualsiasi ingerenza esterna possa disturbare il loro lavoro.
Teutonia
L’Impero formalmente non esiste più. La caduta del dio Kenthar ha annichilito questo potente impero e il legame instaurato tra il dio e lo spirito della terra era troppo forte per non incidere profondamente su tutto il territorio.
Nei primi mesi del 1116 il territorio teutone si mostrava come una terra devastata e in preda al caos. Alcuni studiosi avevano ipotizzato che la teutonia stessa fosse diventata un immenso canale diretto verso i paradisi del dio del caos.
Il territorio, effettivamente, era intriso dell’energia del dio e aberranti creature circolavano rendendo il luogo letale a chiunque provasse a entrarvisi. Pareva che il Canto della Creazione e la distruzione del Sine Nomine non avessero portato alcun beneficio a questa martoriata terra.
Fortunatamente gli studiosi si sbagliavano, almeno in parte. Con il passare dei mesi la potente aura divina del dio è andata scemando e si è ritirata sempre più verso il centro dei territori dell’Impero, dove c’era la capitale e dove il dio è caduto.
Verso il decimo mese del 1116 gran parte della terra è tornata libera dall’aura di Kenthar e varie spedizioni hanno scoperto che gli abitanti sopravvissuti si erano ritirati all’interno delle grandi città fortificate dove avevano vissuto sotto assedio fin dall’inizio del 1116.
Altri abitanti che erano fuggiti in Natland, a Kofur, sulle isole tra la Teutonia e la Silverigia o nei regni a nord, sono potuti tornare alle loro città costatando che ben poco era rimasto integro e costatando la situazione attuale in cui versava l’Impero.
L’unico tra i territori effettivi dell’Impero che era stato toccato solo marginalmente dalla caduta di Kenthar era quello del principato di Vaslokia dove il formale principe ereditario si era parzialmente dissociato dalla condotta della Chiesa di Kenthar dopo il rituale del Legame.
Ad oggi la Teutonia appare come un territorio frammentato. Oltre al Principato di Vaslokia, alla cui guida c’è Dagobert il Sanguinario, figlio dell’Ex imperatore, altri 5 territori sono nati dalle ceneri del vecchio impero, ognuno guidato da una delle casate nobiliari che avevano perso gran parte dei loro poteri quando la Chiesa di Kenthar aveva preso il potere.
I cinque territori (Ducato di Kierk, Ducato di Lesko, Principato di Rotestun, Principato di Schwartzdorne, Ducato di Neumann) stanno ora cercando di ricostruire e di trovare un loro assetto interno dopo i devastanti mesi appena passati. Si vocifera, però, che intendano trovare una nuova guida che possa rifondare l’impero come era un tempo.
Infine, al centro, posto tra le 5 nuove province, permane un territorio colmo dell’energia caotica residua del dio Kenthar che non sembra voler recedere e si sia stabilizzata definitivamente.
Questo luogo è attualmente chiamato Cratere degli Inferi e qui è dove le paure degli studiosi hanno preso vita. I pochi sopravvissuti delle spedizioni mandate parlano di una terra morta dove strane creature torturano e uccidono tutto quello su cui riescono a mettere i loro artigli.
Ad una prima analisi, sembra che il Cratere sia effettivamente una specie di “anticamera” ai paradisi di Kenthar e che il territorio continui ad avere un fortissimo collegamento diretto con il dio.

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